COVID DUE

recupero di una casa ad un euro nella città vecchia di Taranto

PROGRAMMA DI PROGETTO DELLA PROPOSTA DI RECUPERO

 

 

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facciata su via Di Mezzo

Il tentativo di recupero dell’immobile oggetto delkla presente relazione,non può prescindere dallo stato di fatto dello stesso, che si può solo ipotizzare stante la sua inaccessibilità. Peraltro lo stato di evidente degrado e fatiscenza oltre che l’abbandono da molti anni, i guasti degli eventi atmosferici e l’incuria dei proprietari fanno presumere che l’intervento deve essere necessariamente di tipo radicare, privilegiando la stabilità e la sicurezza per persone e cose.

Il programma di progetto prevede lo svuotamento dell’edificio esistente, con il mantenimento della sua pelle-involucro (in muratura di tufo), per attuare la realizzazione di una residenza privata stabile per nucleo unifamiliare con tipologia duplex, ovvero sviluppata su due livelli (zona giorno inferiore + zona notte/giorno superiore), oltre ad un terrazzo-giardino in copertura.

 

Al piano terra, in alternativa, potrà essere ubicato un locale (al posto della cucina) uno studio professionale ad uso del professionista residente nello stesso stabile.

Il progetto dell’abitazione, all’interno dell’involucro così recuperato, prevede la realizzazione di una scala interna quale elemento di collegamento verticale. Essa sarà funzionale all’apporto di luce ed aria verso la parte posteriore della casa costituendo, senza soluzione di continuità, il trait d’union tra i diversi livelli.

Il tema della residenza contemporanea applicato al riuso di un edificio popolare d’altri tempi è l’obbiettivo primario del proponente di questo progetto e costituirà elemento distintivo per il “ritorno” di una famiglia tarantina oggi residente altrove, unitamente all’interesse futuro della generazione seguente per la nuova vivibilità del Centro Antico.

Inoltre la volontà di creare uno spazio al piano terra per diverso uso, in locale separato, interpreterà la richiesta di concedere al professionista, anche single, ivi residente, la possibilità di interagire con i suoi clienti, proponendo un servizio sempre utile in una fascia del territorio spesso carente e contribuendo a migliorare la qualità della vita dell’Isola.

Il progetto di massima dell’intervento di recupero pertanto prevede prioritariamento:

  • il consolidamento delle murature perimetrali dell’involucro in conci di tufo, mediante operazioni di scuci e cuci nelle zone lesionate, lniezioi di miscela acqua-cemento nei “chiamenti” fra i conci , oltre che di liquidi idrorerpellenti al basamento per contrastare l’umidità risalente dal terreno fondale;
  • una struttura portante antisismica in cemento armato con pilastri, travi , solette e solai, finallizzata ad assorbire gli eventi sismici ed a contrastare le spinte delle volte murarie degli edifici adiacenti.

La morfologia dei materiali da impiegarsi sarà costituita sostanzialmente da tre elementi :

  • il tufo della facciata e dei muri perimetrali;
  • il legno degli elementi frangisole a vista sul terrazzo e le porte ed i pannelli interni;
  • l’acciaio corten degli elementi esposti (acciaio patinato corroso per il portone e gli infissi esterni.

I tre elementi, rintracciabili in ogni parte della realizzazione, costituiranno la memoria storica e la vision del congegno architettonico così declinato nel ricordo della materia di fondazione della Città Vecchia (il tufo a vista), la leggerezza e l’eco-sostenibilità dell’intervento (il legno delle imbarcazioni sulla marina), l’acciaio ossidato (in attitudine con l’amara vocazione industriale del territorio)…

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progetto del recupero del fabbricato

Elementi trainati nella stessa vision potranno essere le canne frangisole della terrazza o delle pensiline, diversamente  realizzabili con teli e tiranti di marinaresca memoria…, ancora le parti in vetro di protezione/divisione sulla terrazza, i pavimenti in resina ecologica, gli intonaci lasciati con finitura rigorosamente “a fratazzo” (senza troppa perfezione insomma…) sia all’esterno che all’interno.

La struttura portante potrà essere quasi realizzata con elementi prefabbricati fuori opera per poi essere trasportata in loco e montata in tempi ridotti, previa predisposizione dei sistemi di ancoraggio alle fondazioni e degli impianti da cablarsi in opera. Tale tecnologia costruttiva permetterà di ridurre al minimo l’impatto inquinante diversamente necessario per la tradizionale realizzazione in opera, scongiurando l’ingresso in Città Vecchia di macchine per il cemento, camion, grossi mezzi di trasporto che, diversamente, dovrebbero quotidianamente fare la spola.

La flessibilità interna dell’abitazione potrà essere pensata con la scomposizione degli spazi da attuarsi per mezzo di pareti mobili, o pannelli attrezzati, ancora realizzati in legno e acciaio, tali da rendere modificabile lo spazio “open” progettato. Non muri quindi, ma semplici separazioni “a secco”, prive di costituenti inquinanti (cemento, plastica, ecc.) e sempre pronti ad eventuali modifiche per nuove esigenze.

Per gli isolamenti si prediligerà l’impiego del sughero bruno stabilizzato, da lasciarsi anche a vista in alcune zone, mentre gli elementi lapidei saranno in pietra dell’entroterra murgese. 

La semplicità dell’aspetto finale nasconderà la complessità dei sistemi domotici e tecnologici presenti all’interno dell’abitazione, in grado di semplificare al massimo la vivibilità per i suoi abitanti nella garanzia del comfort impiantistico da prevedersi in ogni residenza contemporanea (riscaldamento/raffrescamento a pavimento, comando dei sistemi a distanza, fotovoltaico, recupero dell’energia, ecc.) che rispetti le caratteristiche del nuovo vivere ecosostenibile metropolitano. 

 

 

 

 

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